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L'UMBRIAUna regione ricca
di musei e luoghi d’arte
Chi arriva in Umbria per Pintoricchio si accorgerà ben presto – e con piacere - di essere entrato in “una regione fatta come il gioco dell’oca: un percorso obbligato con tante caselle”, secondo la felice definizione di Cesare Brandi.
Ogni paese, chiesa o piazza racconta una storia; i borghi e le città conservano gelosamente i tesori del loro patrimonio artistico, insieme ai saperi e ai sapori della tradizione.
Il visitatore che si lascerà prendere dal gioco, scoprirà che molte
di quelle caselle ospitano musei e siti che costituiscono un buon punto di partenza per la scoperta delle testimonianze di una cultura sedimentata nei secoli: dagli Umbri agli
Etruschi, dai Romani
ai Longobardi, dai capolavori del Rinascimento ai maestri del Novecento. Con oltre
150 siti, l’Umbria ha infatti un’altissima densità di musei, aree archeologiche e monumenti, molti dei quali,
grazie a finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, sono stati recuperati negli ultimi anni e restituiti al pubblico godimento.
La tipologia museale prevalente è la raccolta comunale spesso
in sedi di grande interesse architettonico e storico.
Particolarmente significative sono quelle di Bettona, Bevagna, Calvi, Cascia, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Gualdo Tadino, Montefalco, Montone, Narni, Nocera Umbra, Norcia, Spello, Spoleto, Terni, Todi, Trevi e Umbertide.
Oltre alla Galleria Nazionale dell’Umbria, a Perugia sono da segnalare il
Collegio del Cambio
e il Collegio della Mercanzia, ma nelle città del Pintoricchio
il visitatore può scoprire anche alcuni maestri del Novecento:
le opere di Alberto Burri a Città di Castello, la Galleria d’arte contemporanea a
Spoleto, le lavagne di Beuys o l’aeropittura
di Dottori nel Palazzo della Penna a Perugia, il Museo Emilio Greco
di Orvieto.
L’offerta culturale della regione comprende una vasta rete di musei ecclesiastici che hanno come finalità anche la valorizzazione dei contenuti di fede e di religiosità popolare.
Tra questi i musei di Assisi, Città di Castello, Gubbio, Orvieto, Perugia, Preci, Spoleto, Terni.
Ai musei archeologici di Perugia, Terni, Orvieto, Amelia, Assisi e Gubbio, si affiancano numerosi monumenti e siti, fra cui Orvieto, Carsulae (Terni), Otricoli, Cannara e Baschi e itinerari particolari come "Orvieto underground" e "Narni sotterranea".
Tra i centri di documentazione a prevalente vocazione naturalistica
e scientifica, si segnalano il Museo Ornitologico di Pietralunga,
il Centro di Documentazione di Parrano sulle Tane del Diavolo,
il Centro di Paleontologia Vegetale sulla foresta fossile di Dunarobba ad Avigliano, il Museo di Vulcanologia di San Venanzo, il Museo Storico-Naturalistico delle aree carsiche del Monte Cucco
a Costacciaro, l’Officina della Scienza e della Tecnica a Perugia,
il Geolab – Museo Laboratorio di Scienze della Terra di San Gemini
e il Museo dell’Appennino umbro a Polino.
A vocazione storica sono invece il Museo delle Mura di Perugia,
il Centro di Documentazione di Tuoro su Annibale e la battaglia
del Trasimeno, il Museo di Capitani di Ventura Umbri ad Alviano
e il Museo dell’Emigrazione a Gualdo Tadino.
Notevoli sono i musei a carattere tematico - il Museo della Ceramica
a Deruta, il Museo della Pesca a Magione sul Lago Trasimeno, il Museo dell’Olio a Trevi, il Museo del Vino e il Museo dell’Olivo a Torgiano,
il Museo del Laterizio a Marsciano - e i musei dedicati alla “civiltà contadina” di Alviano, Campello, Todi, Montecastrilli e Montecchio. Infine, sono aperti al pubblico laboratori per la valorizzazione dei processi produttivi tradizionali: la tessitura a Città di Castello (Tela umbra)
e Perugia (Giuditta Brozzetti), i ricami a Panicale, Tuoro e Valtopina, l’arte vetraria a Perugia (Vetreria Moretti Caselli), la tipografia a Città
di Castello (Grifani Donati) e a San Giustino (Pliniana).

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